29/5/2009
25/5/2009
Leciti ma segreti: la nuova legge permette di tenere nascosto il 27 per cento dei contributi elargiti dai privati. Così 15 milioni l’anno restano coperti
21/5/2009
Anm: “Questo metodi distruggono la democrazia”. “Tutti coloro che hanno a cuore le regole della convivenza democratica e il principio di separazione dei poteri, dovrebbero intervenire per fermare questo metodo distruttivo del confronto democratico”. Il segretario dell’Anm Giuseppe Cascini commenta con durezza il nuovo attacco di Berlusconi contro i “giudici estremisti di sinistra”. “Registriamo un crescendo di toni e di invettive che non vorremmo mai ascoltare da chi ha responsabilità di governo. Questo non è un problema dei magistrati, è un problema dei cittadini e del Paese” dice Cascini. Che trova al suo fianco il presidente Luca Palamara, che parla di “clima di scontro fa male al Paese”. Ddl per dare poteri al premier. “Avete un governo che per la prima volta è retto da un imprenditore e da una squadra di ministri che sembrano membri di un Cda per la loro efficienza. Dobbiamo però fare i conti con una legislazione da ammodernare perchè il premier non ha praticamente nessun potere e dovremo arrivare ad un ddl di iniziativa popolare perchè non si può chiedere ai capponi e ai tacchini di anticipare il Natale”. Berlusconi, ribadisce, davanti alla platea di Confindustria, la necessità di rafforzare i poteri del presidente del Consiglio. Che “non ha nessun potere perchè la Costituzione è stata scritta dopo il ventennio fascista e quindi tutti i poteri sono stati dati al Parlamento e non al premier”. Ogg, invece, insiste il premier “quando si votano centinaia di emendamenti nessuno sa che cosa si stia votando. Come si vota? si guarda il capogruppo che indica con il pollice se si vota così. Diranno che offendo il Parlamento, ma questa è la pura realtà”.
20/5/2009
L’Anm, però, contrattacca dicendosi sorpresa “dal ‘garantismo a corrente alternata’ utilizzato come chiave di lettura di vicende giudiziarie che riguardano esponenti del mondo politico-imprenditoriale a fronte del disinvolto giustizialismo con cui si commentano fatti di criminalità diffusa”. Sulla vicenda Mills interviene anche Dario Franceschini. “Ho trovato un grande senso di indignazione perché la gente si aspetta che i politici si occupino dei problemi delle persone, della crisi - dice il segretario del Pd - Berlusconi non ha trovato due minuti di tempo per venire in aula a parlare dei problemi degli italiani, vuole venirci per autoassolversi e sollevare un polverone politico”. Ancora più duro il leader dell’Idv Antonio Di Pietro. “Siamo totalmente in disaccordo - spiega - sul fatto che Berlusconi venga a riferire in Parlamento, sarebbe inaccettabile avere una sentenza parlamentare. Berlusconi come tutti gli italiani deve andare a difendersi in tribunale. Se Berlusconi viene ad accusare la magistratura in Parlamento è un attacco alla Costituzione e una violazione al principio della divisione dei poteri. I presidenti delle Camere non devono permettere che avvenga”. E sul caso Mills Rifondazione comunista ha organizzato un presidio in piazza San Babila, a Milano, alle 18.30. Per chiedere le dimissioni del premier.
Questo è il quadro che dovrebbe convincere Berlusconi ad affrontare con coraggio, in pubblico e in parlamento, la sua crisi di credibilità, la decadenza anche internazionale della sua reputazione. Magari con un colpo d’ala rinunciando all’impunità e accettando un processo rapido. Non accadrà. Il premier non sembra comprendere una necessità che interpella il suo privato e il suo ufficio pubblico, l’immagine stessa del Paese dinanzi al mondo. Prigioniero di un ostinato narcisismo e convinto della sua invincibilità, pensa che un bluff o qualche favola o una nuova nebbia mediatica possano salvarlo ancora una volta. Dice che non si farà processare da questi giudici e sa che non saranno “questi giudici” a processarlo. Sa che non ci sarà, per lui, alcun processo perché l’immunità lo protegge. Come sa che, se la Corte Costituzionale dovesse cancellare per incostituzionalità lo scudo immunitario, le norme sulla prescrizione che si è approvato uccideranno nella culla il processo. Promette che in parlamento “dirà finalmente quel che pensa di certa magistratura”, come se non conoscessimo la litania da quindici anni. Finge di non sapere che ci si attende da lui non uno “spettacolo”, ma una risposta per le sue manovre corruttive, i metodi delle sue imprese, i sistemi del suo governo autoreferenziale e privatistico. S’aggrappa al solito refrain, “gli italiani sono con me”, come se il consenso lo liberasse da ogni vincolo, da ogni dovere, da ogni onere. Soltanto un potere che si ritiene “irresponsabile” può continuare a tacere. Quel che si scorge in Italia oggi ? e non soltanto in Italia ? è un leader in fuga dalla sua storia, dal suo presente, dalle sue responsabilità. Un leader che non vuole rispondere perché, semplicemente, non può farlo.
19/5/2009
MILANO - “Mentì per salvare Berlusconi” Per questo l’avvocato inglese David Mills è stato condannato a Milano a 4 anni e 6 mesi dai giudici milanesi. Il legale, condannato per corruzione in atti giudiziari agì “da falso testimone “per consentire a Berlusconi e alla Fininvest l’impunità dalle accuse, o almeno, il mantenimento degli ingenti profitti realizzati”. E’ questo uno dei passaggi delle motivazioni (leggi il documento completo), circa 400 pagine, della sentenza con la quale il tribunale di Milano ha motivato la condanna del legale inglese. Motivazioni delle quali si parlerà anche in Parlamento: il premier ha annunciato che riferirà sulla vicenda alle Camere. Mills, scrivono i giudici nelle motivazioni, “ha agito certamente da falso testimone da un lato per consentire a Silvio Berlusconi e al gruppo Fininvest l’impunità dalle accuse, o, almeno, il mantenimento degli ingenti profitti realizzati attraverso il compimento delle operazioni societarie e finanziarie illecite compiute sino a quella data, dall’altro ha contemporaneamente perseguito il proprio ingente vantaggio economico”. I giudici milanesi ricordano che oltre ai 600mila dollari ritenuti “il prezzo della corruzione”, Mills nel 1996 percepiva direttamente da Berlusconi almeno 45mila sterline dichiarate al fisco inglese. “Enormi somme di denaro, estranee alle sue parcelle professionali” che il legale riceveva da Berlusconi.
18/5/2009
Le domande poste da la Repubblica - sul coinvolgimento del signor Berlusconi nella selezione delle candidate, e sul fatto se egli abbia promesso di aiutare la signorina Letizia a perseguire una carriera in politica o nello spettacolo - non sono intrusioni nella vita privata. Esse si collegano al ruolo pubblico del signor Berlusconi come uomo politico e come magnate dei media. I convoluti affari politici del signor Berlusconi sono ulteriormente confusi dal suo dominio dei media. Egli controlla tre canali televisivi nazionali. La sua campagna contro la Repubblica sembra un sinistro tentativo di intimidire il dissenso per proteggere una reputazione privata. E’ particolarmente di cattivo gusto che egli abbia usato la propria posizione nei media per criticare la propria moglie, insinuando che ella è mentalmente instabile. Queste sono le azioni di un uomo ricco e potente che tratta la politica e i media come feudi. Il signor Berlusconi ha apparentemente scarsa comprensione delle divisioni tra interesse privato e dovere pubblico. Il giornale che lo critica sta facendo un’opera di pubblico servizio per una popolazione malamente governata”.
E ribatte alle critiche mosse al suo organismo dal governo italiano confermando l’impegno dell’agenzia dell’Onu che “ha una responsabilità globale nella protezione dei diritti dei rifugiati”. “Continueremo a esercitare il nostro mandato in Europa - prosegue - così come lo facciamo in altre parti del mondo. Il mio ufficio è ben consapevole delle sfide che l’immigrazione irregolare pone all’Italia e ad altri Paesi europei. Continueremo a lavorare con i governi e con tutti gli altri partner per affrontare queste sfide in modo da garantire il pieno rispetto dei diritti dei rifugiati e di quanti hanno bisogno di protezione internazionale”. L’Alto commissario ribadisce poi la sua “piena fiducia nel rappresentante in Italia, Laurens Jolles, e nella portavoce, Laura Boldrini nel portare avanti questo importante compito”. La Russa insiste nelle critiche. A Faccia a Faccia, programma di Radio Tre Rai, il ministro della Difesa chiede di nuovo ”ammenda” per il ”tono comiziale” usato nei riguardi della portavoce dell’Unhcr, ma ribadisce che tutto l’esecutivo giudica sbagliato il giudizio espresso da Laura Boldrini “nel ritenere non adeguato il comportamento dell’Italia e dei marinai italiani nei riaccompagnamenti verso il porto libico” degli immigrati clandestini. “Frattini, che è l’uomo più moderato del governo, dice che ha sbagliato”, aggiunge La Russa.
MONOPOLI - “Il Parlamento deve fare leggi non orientate da precetti di tipo religioso”. Gianfranco Fini, parlando di bioetica durante un incontro sulla Costituzione con studenti di Monopoli, rilancia il tema della laicità dello Stato. Pronunciando parole destinate a far discutere. “Il dibattito sulla bioetica - dice il presidente della Camera - è complesso e mi auguro che venga affrontato senza gli eccessi propagandistici che ci sono stati da entrambe le parti perchè queste sono questioni nelle quali il dubbio prevale sulle certezze”.
15/5/2009
14/5/2009
ROMA - Per il presidente dell’Arcigay, Aurelio Mancuso, quello compiuto ieri da Gianfranco Fini “è stato un grande passo”. Un incontro “molto importante”, perché “è la prima volta che un presidente della Camera ci riceve”. Non era mai successo prima, “nemmeno con Bertinotti”. Così alle tre del pomeriggio i rappresentanti di Arcigay, Agedo (genitori di figli omosessuali), Famiglie Arcobaleno (genitori omosessuali) e Gaylib, associazione vicina al Pdl, salgono al primo piano della Camera per un incontro di oltre un’ora. La “madrina” dell’iniziativa è la deputata del Pd Paola Concia, relatrice del ddl contro l’omofobia. E proprio quel provvedimento è la ragione ufficiale dell’invito e tutti chiariscono fino alla noia che di matrimoni gay non si è parlato. Ma quello che conta è il fatto politico. A dieci anni dalla dichiarazione sui maestri omosessuali, Fini compie un altro strappo rispetto alla sua tradizione e alla cultura politica prevalente nel centrodestra.
Troppi figuranti a Napoli. Angelo Martino, oggi funzionario alla Regione Campania, ex socialista e da tempo in attesa che qualcuno dentro Forza Italia si ricordi di lui, ha riservato a sé il ruolo di quello che sa tutto sul punto più oscuro di questa storia: l’amicizia tra Silvio Berlusconi e Benedetto-Elio Letizia. Amicizia antica, suggellata dalle frequenti visite di Martino al Raphael ai tempi d’oro del craxismo. Il messo (comunale) e il Cavaliere si conobbero lì, e lì si piacquero subito. Inutile dire che anche i ricordi di Martino sono stati sepolti da una valanga di smentite di quelli che al Raphael ci andavano davvero. L’amicizia. Berlusconi è uomo del popolo e Partenope lo affascina.
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