GENOVA - Condanna per 28 poliziotti. E assoluzione per uno solo degli imputati. È la richiesta dei pm nei nel processo per i fatti della scuola Diaz al G8 di Genova. Le richieste variano da cinque anni a tre mesi di reclusione. La pena più alta (5 anni) è stata chiesta per Pietro Troiani, accusato di aver portato le due molotov nella scuola per dimostrare la pericolosità degli attivisti. Per i vertici della Ps Francesco Gratteri (Antiterrorismo) e Giovanni Luperi (Servizi Segreti), i pm hanno chiesto 4 anni e 6 mesi ciascuno per le accuse di falso ideologico, calunnia e arresto illegale.
Appunti di un anonimo italiano
17/7/2008
ROMA, 17LUG -Il Tribunale dei Ministri ha archiviato la posizione dell’ex ministro Padoa Schioppa, querelato dall’ex comandante GdF, Roberto Speciale. Nel provvedimento si afferma che ‘dalle indagini svolte nel corso del presente procedimento e’ emersa la veridicita’ di molti dei fatti posti a base delle doglianze mosse dal Ministro Padoa Schioppa al Comandante Speciale’. Speciale querelo’ il ministro dopo che questi spiego’ in aula le ragioni del suo allontanamento dell’incarico.
MILANO - Sarà il giudice Nicoletta Gandus a giudicare Silvio Berlusconi e l’avvocato inglese David Mills imputati di corruzione in atti giudiziari. I giudici della quinta sezione della Corte d’Appello di Milano hanno respinto l’istanza di ricusazione presentata dai legali del presidente del Consiglio che giudicavano inopportuna la presenza del giudice dopo le “reiterate manifestazioni di pensiero che appalesavano una inimicizia grave” nei confronti del premier. Al magistrato, gli avvocati contestavano di aver aderito e sottoscritto note e appelli critici sulle leggi in materia di giustizia presentate dal precedente governo Berlusconi.
NON INIMICIZIA PERSONALE MA CRITICHE A LEGGI - I documenti che dovrebbero dimostrare l’inimicizia grave tra la dott.sa Gandus e il ricusante (…) sono mere manifestazioni di pensiero relative non a rapporti personali o comportamenti dell’on. Silvio Berlusconi ma semplicemente critiche a testi di legge approvati dal Parlamento durante la legislatura 2001/2006, nella quale quest’ultimo è stato capo del governo». È questo uno dei passaggi delle motivazioni con cui i giudici della Corte d’Appello di Milano hanno respinto l’istanza di ricusazione del giudice Gandus presentata dalla difese di Silvio Berlusconi nell’ambito del processo nel quale il presidente del consiglio è imputato insieme all’avvocato David Mills.
Milano 16 luglio 2008 - Un medico si è rifiutato di diminuire le sofferenze di una persona che aveva appena affrontato un aborto perché si è professato obiettore di coscienza. E’ successo all’ospedale Niguarda, l’accaduto è stato segnalato dalla Cigl milanese, che ha ricevuto oggi una lettera firmata dal marito della donna sull’accaduto.
ROMA - “Non c’è nessuna sfida o contrasto con la Lega” e “la riforma del federalismo è anche un nostro progetto”. Ecco perché verrà presentata a settembre insieme alla riforma sulla giustizia. Silvio Berlusconi minimizza la differenza di vedute emersa ieri con il Carroccio e coglie l’occasione per parlare dei suoi rapporti con la magistratura (“Ho fiducia nelle toghe, ma vengo aggredito”) e del futuro di Alitalia. “Ho sentito Bossi”. Tutto chiarito con la Lega. Berlusconi racconta di aver parlato con il leader del partito del Nord e nega l’esistenza di qualsiasi contrasto. “In un ramo del Parlamento si porterà avanti il progetto del federalismo fiscale, nell’altro ci sarà la riforma della giustizia. Andranno avanti insieme”, spiega, manifestando la convinzione che la Lega non frenerà l’azione di governo. E parlando di un ipotetico ricatto degli alleati, dice: “Il federalismo fiscale non è un biglietto che bisogna pagare alla Lega per il mantenimento della coalizione, noi siamo convinti della necessità di arrivare al federalismo fiscale”.
«Dal governo la solita politica delle due facce: mentre a parole promette più sicurezza ai cittadini, in Parlamento procede in direzione opposta tagliando i fondi alle forze dell’ordine, ai vigili del fuoco e alle forze armate». Lo afferma il leader dell’Italia dei valori, Antonio Di Pietro, che ribadisce il suo sostegno ai sindacati delle forze dell’ordine che oggi sono in piazza a protestare. «Si riduce il personale - aggiunge - si bloccano le assunzioni, si fanno pesanti tagli strutturali, si riducono i fondi destinati al ministero degli interni e della difesa per un totale di 3,2 miliardi di euro: altro che sicurezza dei cittadini». «Parliamo - conclude Di Pietro - di servitori dello Stato, di persone che ogni giorno, con coraggio, mettono a repentaglio la propria vita per garantire l’incolumità ai cittadini che non può certo essere garantita tagliando risorse economiche a queste categorie».
SYDNEY, 17 LUG - Duecento esponenti della chiesa cattolica australiana hanno scritto al Papa chiedendo di togliere il bando su preti donna e sposati. Cio’ per ovviare alla carenza di vocazioni. I firmatari, del movimento Ordination of Catholic Women, chiedono al pontefice di cambiare le regole sull’ordinazione sacerdotale, in modo da ammettere al sacerdozio uomini gia’ sposati e donne. La lettera sottolinea come nelle zone rurali d’Australia sia molto grave la scarsita’ di sacerdoti.
ROMA - “Non c’è nessun taglio”. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi risponde così - ma senza dare spiegazioni nel dettaglio - a chi gli chiede cosa pensa delle proteste delle forze dell’ordine contro i tagli alla sicurezza inseriti nella manovra. Oggi infatti poliziotti, carabinieri, finanzieri, penitenziari, rappresentanti dell’esercito e forestali manifestano in tutta Italia. Una protesta a cui ha aderito ieri anche il segretario del Pd Walter Veltroni, promettendo battaglia in Parlamento, se non verranno ripristinati i 3,2 miliardi di euro tagliati dalla Finanziaria alla sicurezza.
BRUXELLES - La Corte di Giustizia Europea ha bocciato il condono sull’Iva per gli anni 1998-2001 contenuto nella Finanziaria 2003 (governo Berlusconi), dando così ragione alla Commissione Europea, che aveva già contestato il provvedimento nel 2004, e successivamente presentato ricorso il 7 marzo 2006. Il provvedimento, secondo la Corte, ha violato i principi di uguaglianza tra i contribuenti europei: infatti nessuno Stato membro ha il diritto di sottrarsi unilateralmente all’obbligo di assoggettare all’Iva determinate categorie di operazioni, come di fatto è successo in Italia per via del condono. La sentenza non stabilisce alcun termine, ma è inappellabile, e pertanto l’Italia è tenuta ad adeguarsi, a effettuare gli accertamenti fiscali evitati in seguito al condono e a riscuotere per intero l’Iva dovuta e indebitamente ridotta. Se non lo dovesse fare, la Commissione potrebbe a quel punto legittimamente aprire una procedura d’infrazione. Solo nel 2001, il 15% dei soggetti tenuti al versamento dell’Iva, ossia 800.000 imprese, hanno aderito al condono. Una causa simile, che concerne l’estensione e la generalizzazione dell’amnistia dell’Iva (“condono tombale”) prevista dalla legge finanziaria 2004, è ancora pendente davanti alla Corte. Una decisione analoga a quella odierna potrebbe quindi ulteriormente aggravare la posizione dell’Italia.
ROMA - E’ iniziata in Aula alla Camera la discussione generale sul decreto legge che compone la manovra economica triennale. All’avvio dei lavori il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha riferito l’intenzione del governo di porre la questione di fiducia su un maxiemendamento al decreto. Si tratta della quarta questione di fiducia posta nel giro di tre mesi. Immediate le reazioni dell’opposizione che contesta il metodo adottato da maggioranza e governo: “E’ una brutta pagina”, contesta Bruno Tabacci. Anche Michele Ventura (Pd) ha protestato, facendo presente che si “preannuncia la fiducia su un maxiemendamento che nessuno conosce”. Protesta a cui si è associato anche Fabio Evangelisti dell’Italia dei Valori.
Un fiume di denaro alle cliniche private. Per prestazioni mai documentate. Ecco le accuse alla giunta del Polo
Sconcertante”. Così i membri togati di Magistratura democratica, Livio Pepino, Ezia Maccora, Fiorella Pilato e Elisabetta Cesqui, hanno definito la nomina di Di Pisa ritirando fuori la vecchia storia del Corvo di palazzo di giustizia di Palermo che nel 1989 vide proprio il magistrato protagonista del caso delle lettere anonime che aprirono una drammatica stagione di veleni. Ma da quelle accuse, processato a Caltanissetta e poi assolto, Di Pisa è stato definitivamente scagionato anche se chi avversava la sua nomina ieri ha ricordato che, per quella vicenda, fu comunque trasferito a Messina. “Non si tratta - dicono i togati di Md - di un singolare caso di omonimia: Alberto Di Pisa è lo stesso che nel 1989 fu trasferito d’ufficio da Palermo, la cui Procura era all’epoca dilaniata da contrasti ai quali non era estraneo, mentre Morvillo è lo stesso che subito dopo l’uccisione di Giovanni Falcone e Francesca Morvillo rilanciò l’azione compatta della Procura di Palermo e Marsala è la stessa città dove Paolo Borsellino è stato procuratore nello stesso ufficio ora assegnato a Di Pisa”.
ROMA, 17 LUG - ‘Non si puo’ andare avanti cosi’, tutti voi potreste essere ascoltati in questo momento’: lo ha detto Silvio Berlusconi agli imprenditori. In un incontro a Villa Madama, secondo quanto riferito da diversi presenti, il premier e’ tornato a criticare le intercettazioni. ‘Nessuno e’ al riparo da una situazione non degna di un paese civile’, avrebbe continuato, e sempre secondo il resoconto fornito, ha ribadito la necessita’ di una riforma della giustizia: ‘non si puo’ prescindere da questo’.
Gli interrogativi ora riguardano anche il centrodestra. C’è una figura oscura, Luigi Conga, che avrebbe incassato oltre sei milioni di euro. Conga è un ufficiale medico, già direttore generale della Asl di Chieti, che viaggia su Porsche Cayenne. Nella valigetta, al momento dell’arresto, portava 112 mila euro in contanti. Li stava per portare a qualcuno? C’è un passaggio degli interrogatori di Angelini che va letto con attenzione: «Conga viene come estroflessione di Aracu, prima di Dell’Elce (ex tesoriere di Forza Italia, ndr). Poi quando Dell’Elce subisce l’incidente (in elicottero, ndr) passa nei bagagli dell’altro». Il pm lo incalza: «Lo sa direttamente oppure Conga non le ha mai avanzato…». E Angelini: «No, che ne dica la vostra fonte». C’è dunque un’altra «fonte» in questa inchiesta. Un pezzo di indagine ancora segretissimo che potrebbe portare lontano, a Roma. Chi sia Sabatino Aracu, vicepresidente dei senatori Pdl, è ancora il Grande Accusatore a spiegarlo così: «Era il capo di Forza Italia in Abruzzo per delega fondamentalmente della corrente Cicchitto, tanto per essere chiari. E’ stato il suo grande protettore anche quando voi gli avete scoperchiato qualche pentolina che non riguardava me e in quella circostanza lo ha blindato, come voi ben sapete».
