Secondo la Costituzione della Repubblica popolare - si legge nell’appello pubblico - il partito comunista si è impegnato solennemente a governare il paese come uno Stato di diritto, rispettando i diritti umani. In realtà la polizia e la magistratura sotto il comando del partito hanno continuato ad arrestare e condannare scrittori, giornalisti, avvocati e militanti democratici negli ultimi tre anni, per reati d’opinione, di parola, e per l’espressione di idee politiche”. La lettera aperta naturalmente è stata censurata da tutti i mezzi d’informazione e la massa dei cittadini cinesi non ne verrà mai a conoscenza. Tuttavia l’ampiezza del numero dei firmatari è significativa. Era dai tempi del movimento di Piazza Tienanmen (primavera 1989) che non si manifestava un fronte così ampio per chiedere al regime le riforme politiche e le libertà individuali.
Appunti di un anonimo italiano
29/8/2007
