RANGOON - Arriva in Birmania l’inviato dell’Onu Ibrahim Gambari e il regime gli “regala” una paio d’ore di riapertura di internet. Ma, subito dopo, torna l’isolamento della rete e riprendono anche i pestaggi e le violenze nei confronti di poche centinaia di manifestanti che ancora resistono nel centro di Rangoon ormai ridotto quasi al silenzio e saldamente in mano alle forze di polizia.
Appunti di un anonimo italiano
29/9/2007
