17/10/2007
WASHINGTON (USA) - Ora, a tutti gli effetti, è un caso diplomatico. Aver ricevuto il Dalai Lama, il leader tibetano che vive in esilio dal 1959, è una «grave interferenza» negli affari cinesi da parte del presidente americano George W. Bush. Lo ha detto il portavoce del ministero degli esteri di Pechino, Liu Jianchao in una dichiarazione diffusa dall’agenzia Nuova Cina. «Le parole e le azioni del Dalai Lama negli ultimi decenni mostrano che si tratta di un rifugiato politico impegnato in attività secessioniste sotto la copertura religiosa» ha poi aggiunto il portavoce.