29/11/2007
Oltre al proiettile recapitato alla Forleo dopo il suo primo intervento ad «Anno zero» e oltre alle minacce che subirono i suoi genitori prima della loro tragica morte in un incidente stradale nel 2005, l’attenzione dei magistrati bresciani sarebbe puntata sulle «pressioni» che il giudice avrebbe ricevuto in occasione del deposito delle intercettazioni. Per quel deposito, furono usate cautele inedite: nessuna possibilità di fotocopiare i documenti per gli avvocati, ma solo di copiarli a penna. Anche se questo non impedì che le telefonate finissero sui giornali. In quei giorni, si è lamentata la Forleo al Csm, il gip si sentì «nel ruolo di quasi bidella» che doveva controllare gli avvocati come scolaretti indisciplinati.