30/11/2007
Resta da chiedersi se l’inclinazione di Berlusconi e del suo popolo per una dittatura morbida di tipo televisivo lascerà il campo a quella per una dittatura forte. Si dice che una garanzia sia rappresentata dal fatto che abbia sempre ricercato l’alleanza di altri partiti ‘democratici’, ma la tenuta di questi partiti è storicamente illusoria: erano alleati del fascismo nascente anche i liberali e i cattolici, e quando Mussolini andò al potere erano convinti che il suo fosse un governo transitorio. Per arrivare al partito totalitario anche allora ci vollero degli anni, dal 1922 al ‘25, per arrivare alle leggi eccezionali. Si ripete con Berlusconi la contraddizione fondamentale del fascismo e del favore di cui godette presso gli italiani: di un movimento sovversivo che si muta, con la presa del potere, in ricostruttore e potenziatore del vecchio Stato. La veemenza con cui Berlusconi si è scagliato contro uno dei capisaldi del vecchio Stato, la giustizia, è tipica di una borghesia che vuole distruggere lo Stato liberale per costruirne uno a suo completo servizio.