La Procura di Matera allarga l’indagine ad altri quattro giornalisti, tra cui Carlo Vulpio del ‘Corriere della Sera’, e al capitano dei carabinieri Pasquale Zacheo, che per conto del pm indaga sulle toghe lucane. L’accusa è ‘associazione a delinquere finalizzata alla diffamazione’ di Buccico: accusa tanto bizzarra (la diffamazione scatta quando uno scrive, non prima) quanto pesante: diversamente dalla diffamazione, consente le intercettazioni. Infatti i cronisti e Zacheo vengono intercettati dal 25 maggio al 25 luglio mentre seguono il caso ‘toghe lucane’ e, com’è prevedibile, parlano pure con De Magistris. Che finisce anche lui intercettato dai colleghi di Matera proprio mentre indaga sul sindaco e su alcuni colleghi di Matera. Nelle intercettazioni c’è di tutto: anche le telefonate professionali di Vulpio con le sue fonti (pm, investigatori, avvocati) e con la direzione del ‘Corriere’. Telefonate finalizzate a verificare le notizie e a farle pubblicare. Ora, il segreto delle fonti del cronista è tutelato dagli articoli 200 e 256 del Codice di procedura penale e può essere violato solo se è indispensabile alle indagini. Invece Vulpio e altri cronisti vengono allegramente ascoltati e perquisiti, con tanto di sequestro dei computer, poi bocciato dal Riesame.
Appunti di un anonimo italiano
27/12/2007
