30/12/2007
D’Amico accenna a un programma in “5-6 punti” in cui “centrale sarà la questione fiscale”. “Siamo anche noi d’accordo che in Italia è primario in questo momento ridare potere d’acquisto agli stipendi - spiega il senatore lib-dem - il fatto è che noi non crediamo che la strada giusta per risolvere il problema sia quello di affrontarlo per via fiscale. Il punto vero è la contrattazione tra imprese e sindacati”. Quello della pressione fiscale, poi, “è un problema che riguarda tutti in questo paese”, non solo i lavoratori. Certo, precisa il senatore, se la proposta di partenza sarà quella di un ritorno a una specie di scala mobile (stipendi che aumentano di pari passo al costo della vita così come va dicendo la sinistra radicale), “non si va da nessuna parte”.