D’Amico accenna a un programma in “5-6 punti” in cui “centrale sarà la questione fiscale”. “Siamo anche noi d’accordo che in Italia è primario in questo momento ridare potere d’acquisto agli stipendi - spiega il senatore lib-dem - il fatto è che noi non crediamo che la strada giusta per risolvere il problema sia quello di affrontarlo per via fiscale. Il punto vero è la contrattazione tra imprese e sindacati”. Quello della pressione fiscale, poi, “è un problema che riguarda tutti in questo paese”, non solo i lavoratori. Certo, precisa il senatore, se la proposta di partenza sarà quella di un ritorno a una specie di scala mobile (stipendi che aumentano di pari passo al costo della vita così come va dicendo la sinistra radicale), “non si va da nessuna parte”.
Appunti di un anonimo italiano
30/12/2007
