Sarkozy, proprio per rilanciare la crescita, e mettere davvero mano a una ristrutturazione profonda del Paese, ha deciso di radunare in spirito bipartisan i migliori cervelli nazionali e non solo (nella Commissione figurano gli italiani Mario Monti e Franco Bassanini), che hanno prodotto un’agenda in 316 punti per riformare le istituzioni e le coscienze, scardinare i blocchi, i privilegi, le resistenze, e fare ripartire la Francia. Ecco perché val la pena domandarsi se non sarebbe utile anche per l’Italia un’agenda prodotta da menti d’eccellenza che potrebbe fare quasi da base programmatica — e condivisa dai due schieramenti politici — a un governo di alto profilo istituzionale. Archiviata la prima obiezione d’obbligo («Ma qui da noi non c’è Sarkozy»), la risposta di una mente libera della sinistra come Nicola Rossi, economista e deputato, è positiva, ma a patto «di un amplissimo consenso parlamentare, realmente bipartisan, che implichi la coscienza e la necessità, di entrambe le parti, di dover cedere sovranità a questo governo su temi urgenti e condivisi».
Appunti di un anonimo italiano
27/1/2008
