28/1/2008
Il settimanale “New Yorker” dedica, nel suo numero di domani, un lungo profilo al comico Beppe Grillo, definendolo «il Michael Moore italiano» e raccontando le sue numerose iniziative per mettere a nudo la inefficienza e la corruzione della classe politica italiana. «Grillo ha galvanizzato gli italiani parlando della corruzione con irriverenza ed humour e con il fatto stesso di parlarne - scrive il settimanale in un articolo di sette pagine (con richiamo in copertina) intitolato “Beppès Inferno”, L’Inferno di Beppe - La stampa tradizionale italiana è controllata, o posseduta, dai partiti politici e dalle compagnie, le cui malefatte tendono ad essere ignorate o sminuite dalla Tv e dai giornali».