«L’attività di formazione naturalmente riguarda anche i temi del denaro sporco — precisa Duccio Mazarese, consulente Unicri per la lotta al riciclaggio — ed è rivolta alla magistratura e agli enti di investigazione. Cerchiamo inoltre di promuovere la cooperazione internazionale formale e informale per agevolare i contatti e accelerare le procedure che altrimenti con le rogatorie diventano lunghissime». A cercare di monitorare i flussi di denaro che attraversano il globo da una parte all’altra ci sono le Fiu (Financial intelligence unit) che mettono sotto la lente grandi banche dati alla ricerca di flussi irregolari (al di sopra dei 12.500 euro qualsiasi transazione risulta sospetta). «Ci sono due elementi su cui far leva — spiega Mazarese — i flussi anomali di denaro e quelli che confluiscono a elementi politicamente esposti (per sospetta corruzione). Però si tratta di indicatori, piccole spie che si accendono all’interno dei grandi flussi finanziari che vedono ancora la droga come il settore di gran lunga leader del riciclaggio. A seguire c’è il traffico d’armi, la contraffazione e il traffico dei metalli preziosi (tra cui quelli utili per i programmi nucleari)».
Appunti di un anonimo italiano
28/1/2008
