UDC - Per alcune ore, subito dopo le dichiarazioni di Berlusconi e Veltroni, tiene banco la posizione dell’Udc, soprattutto in seguito all’apertura di Mario Baccini a un governo guidato da Franco Marini: «Se, al termine delle consultazioni, il capo dello Stato decidesse di dare l’incarico per formare un nuovo esecutivo a una persona di alto profilo, come il presidente del Senato, per salvare il Paese dal declino, questo appello non resterà inascoltato». Seguono una serie di repliche e precisazioni, con Berlusconi che dice «no ai giochi di palazzo», Gianfranco Rotondi (Dc per le autonomie) che prevede addirittura una «spaccatura» dell’Udc, Roberto Maroni (Lega) che lancia l’ultimatum: «Se si sta con noi si è contro qualsiasi altro governo diverso». Alla fine, tocca a Pier Ferdinando Casini dettare la linea del partito: «Abbiamo cercato di lavorare per un atto di pacificazione fra le due parti. Poiché le disponibilità necessarie non sono maturate, tanto vale non perdere ulteriore tempo e andare verso le elezioni anticipate perché credo a nessuno servano né governicchi né pasticci».
Appunti di un anonimo italiano
29/1/2008
