30/1/2008
ROMA - Malgrado le dimissioni rassegnate sabato scorso dal presidente della Regione Sicilia, la vicenda Cuffaro è tutt’altro che chiusa. Oggi l’ex governatore ha duramente attaccato Romano Prodi, colpevole a suo dire di una “provocazione politica” attraverso il decreto di sospensione dall’incarico deliberato dopo la scelta di rimettere il mandato in seguito alle polemiche per i festeggiamenti seguiti alla condanna senza l’aggravante del concorso esterno in associazione mafiosa. “Ho appreso che il presidente del Consiglio dei ministri ha firmato il decreto con il quale si dispone la mia sospensione da presidente della Regione siciliana”, ha commentato Cuffaro. “Credo - ha aggiunto - che tale atto sia solo da considerare come una provocazione politica poiché, come è noto, ho già lasciato spontaneamente la carica con le mie dimissioni irrevocabili”. Ricostruita la vicenda, l’ex governatore condannato a cinque anni di reclusione e all’interdizione permanente dai pubblici uffici per favoreggiamento, è passato all’attacco.