er giungere a queste conclusioni Eiberg ha esaminato il Dna di individui con occhi azzurri che vivono in aree diverse come Giordania, India, Danimarca e Turchia. Tutti hanno rivelato lo stesso assetto genetico. Da qui la teoria: «Hanno le stesse origini». Probabilmente dunque nella zona a nord est o nord ovest del Mar Nero a un certo punto della storia ci fu una migrazione che portò gli occhi azzurri nei Paesi dove oggi li ritroviamo stabilmente. Legge con curiosità la ricerca Alberto Piazza, ordinario di genetica umana all’università di Torino, ora impegnato in un lavoro sull’origine caucasica degli Etruschi della Toscana: «L’ipotesi di datazione del cambiamento mi pare innanzitutto un po’ campata in aria — argomenta —. La mutazione è concentrata in una sequenza del Dna ed è stato funzionale all’ambiente come potrebbe essere una importante variazione del clima o una malattia. Le ragioni sono sconosciute. Un po’ quello che sappiamo è avvenuto per il colore della pelle dell’uomo. In origine era nera poi in certi gruppi ha prevalso quella bianca. Non ci sono ancora sufficienti prove che sia davvero in Afghanistan o sul Mar Nero la culla degli occhi azzurri». L’interesse per caratteri genetici dell’uomo non legati alle malattie è recente, nato 4-5 anni fa, alimentato dalla disponibilità di tecniche di biologia molecolare. Sappiamo che il colore dell’occhio è determinato da più geni, che non è un carattere semplice. Un’altra curiosità: il gene è stato rintracciato in diverse specie, anche animali.
Appunti di un anonimo italiano
31/1/2008
