La Procura ha infatti aperto un fascicolo in cui si ipotizzano soltanto reati tributari (omessa dichiarazione dei redditi e dichiarazione infedele), senza poterne per altro rivendicare la definitiva competenza. Riservandosi, cioè, di smistare ad altri uffici giudiziari le posizioni di contribuenti non residenti nella sua giurisdizione. Detto in parole più semplici, da ieri, la Procura di Roma e il nucleo di polizia tributaria, cui l’indagine è stata delegata, si accingono a fare esattamente lo stesso lavoro che da un mese a questa parte sta facendo l’Agenzia delle Entrate e che l’Agenzia delle Entrate, a sentire fonti qualificate dell’Amministrazione delle Finanze, avrebbe concluso di qui a un paio di settimane. E, quel che è peggio, magistratura e polizia giudiziaria lavoreranno ricominciando da capo. Prova ne sia che i pubblici ministeri hanno acquisito non i dati già istruiti dall’Agenzia delle Entrate, ma il materiale grezzo che ne è all’origine (il cd con i 400 nomi).
Appunti di un anonimo italiano
2/3/2008
