31/3/2008
NEW YORK - Grandi intese in caso di pareggio alle elezioni? La risposta di Veltroni è: «Probabilmente». «Se mi chiede se le prenderei ancora in considerazione, direi probabilmente». Il leader del Pd (che ai microfoni di Sky Tg24 fa sapere che in caso di sconfitta guiderà il Pd fino a quando non ci saranno nuove primarie che sceglieranno un altro segretario) dichiara al settimanale Newsweek cosa pensa dell’eventualità delle larghe intese in caso che dalle urne non dovesse uscire una forte maggioranza, come accaduto alle elezioni del 2006. Ma poi il clima torna a essere più caldo. Veltroni a Sky Tg24 dice che «servono persone serie e responsabili, che non fanno le corna nelle foto con i capi di Stato». «SOLO INTESE PER LE RIFORME» - «Quando il governo Prodi è caduto - spiega il leader del Pd nell’intervista al settimanale - ho proposto a Berlusconi di formare un governo assieme, tutti insieme, per fare le riforme istituzionali e approvare una riforma elettorale. La destra, e nello specifico Berlusconi, si è opposta. Loro ne portano la responsabilità». «Non esiste nessuna grande coalizione - ha precisato poi Veltroni - non esistono governi di larghe intese. Esiste la necessità di fare, con larghe intese, le riforme istituzionali». Ai giornalisti che lo attendono al gazebo di piazza Fiume per il D-Day, il leader del Pd precisa qual’è la sua idea in merito a quanto può succedere dopo il voto in caso di un risultato non netto. I giornalisti insistono per capire meglio quanto riportato da Newsweek: «Chi vince governa - afferma Veltroni -, poi le riforme istituzionali si fanno insieme, ma nessuna larga intesa, nessun inciucio. La mia è un’idea anglosassone della democrazia ed è la differenza tra governo e riforme istituzionali». Queste ultime «si devono fare tutti insieme». Ma è una cosa ben diversa dalle «larghe intese» per governare il paese che, ribadisce Veltroni, «è un tema che non esiste».