27/4/2008
MILANO - L’avvertimento del Senatur ha fatto effetto. Il Carroccio non voterà “uno di sinistra per il presidente della Camera o del Senato”, come il leader aveva minacciato qualora Berlusconi gli avesse “tirato un brutto scherzo” nella spartizione degli incarichi. Il Cavaliere (con Aldo Brancher e Valentino Valentini) ha incontrato la Lega (Umberto Bossi, Roberto Maroni, Roberto Calderoli e Roberto Cota) nella loro storica roccaforte di via Bellerio. Ne è uscita “la quadra”, dicono sia Berlusconi che Bossi. Alla fine, non ci saranno vicepremier. Gianni Letta tornerà al suo posto di sottosegretario alla presidenza del Consiglio; Calderoli si “accontenterà” di un dicastero senza portafoglio, con la doppia responsabilità di parte delle riforme e dell’Attuazione del programma; Bossi sarà il “ministro del Federalismo”. Confermato l’Interno a Maroni e l’Agricoltura a Luca Zaia. A chi gli chiede se è soddisfatto, Bossi risponde: “In questi giorni mi hanno fatto lavorare, molti mi hanno rotto le scatole, ma sono stato bravo e paziente”.