27/4/2008
Ieri, il via ufficiale alla raccolta di firme, con 10 banchetti nei punti strategici della città. «Faremo il pieno», hanno promesso i leghisti. Per chiedere il referendum occorrono almeno 5.000 firme. Dopo di che il Consiglio comunale decide se accordarlo o no. «Provino a negarlo — incalza Conte —. Andremo avanti lo stesso con la consultazione. E se il no alla moschea prevarrà, Zanonato potrà cominciare a fare le valigie ». Il sindaco mette i puntini sulle i: «Il Partito Democratico a Padova si attesta sul 35%, i leghisti si diano una calmata. Per quel che mi riguarda, non temo il referendum. Anzi, sono d’accordo. Ma sono anche convinto che la maggioranza dei padovani si pronuncerebbe a favore della moschea. Del resto, gli immigrati musulmani in città sono 6.000. Hanno o no il diritto di avere un luogo in cui pregare? Si parla tanto di pacificazione: l’essere truci crea sicurezza o insicurezza? Un gruppo di musulmani orientali già coabita con una delle nostre parrocchie. La nuova moschea di via Longhin servirà agli islamici magrebini». I leghisti sostengono che questo è un regalo del Comune. «Non è vero— ribatte Zanonato — la nostra delibera concede l’area e l’edificio in comodato. L’associazione culturale Rahma provvederà ai lavori di ristrutturazione. Dopo che le spese saranno ammortizzate, comincerà a pagare l’affitto».