29/4/2008
Altro addio. Nessuno sentirà mai più parlare di effetto Clinton per Francesco Rutelli né l’ex sindaco potrà più sbarcare a Manhattan (visita del giugno 1998) per proporre l’adozione dell’area dei Fori imperiali come simbolo del mondo da salvare. Le modelle del negozio Fendi a Manhattan impazzirono per lui («he’s so cute», è così carino). Ora tocca ad Alemanno, ed è già partita la gara per individuare un suo doppio internazionale come Bill fu per Francesco. La Roma piaciona e festaiola dovrà approntare un doloroso congedo dalla «sua» Festa del cinema. Chissà se Alemanno la abolirà o la affiderà, come si insinua, a Pasquale Squitieri. Il red carpet dei divi conoscerà le suole di altre scarpe. In quanto ai salotti romani, resisterà certamente (con alleggerimenti di ex potenti romani del centrosinistra) il fortino di Maria Angiolillo a piazza di Spagna. Prevedibile il declino di quello (non piacione ma progressista- snob) pilotato da Sandra Verusio di Ceglie che tempo fa dichiarò: «Quelli di destra sono maschilisti. Fanno ironia volgare. Pensano che il massimo della vita sia far fessi gli altri». Vallo a raccontare a chi ha portato Alemanno in Campidoglio.