C’è un passaggio che farà molto discutere nelle prossime ore e che ha fatto sgranare gli occhi ai deputati seduti tra i banchi dell’opposizione. A metà circa del suo intervento, tra la pagina 6 e la 7, Fini parla dei rischi e delle minacce che ancora esistono per la nostra Libertà. “La minaccia - scandisce bene la parole il neo eletto Presidente della Camera sapendo di affrontare un passaggio delicato - non viene dalle ideologie antidemocratiche del secolo scorso che sono ormai sepolte nella quasi totalità delle coscienze del nostro popolo con il Novecento che le ha generate. L’insidia maggiore viene dal diffuso e crescente relativismo culturale e morale, dalla errata convinzione che libertà significhi pienezza di diritti e assenza di doveri e finanche di regole”. La libertà, aggiunge, “è minacciata nel momento in cui nel suo nome si teorizza la presunta impossibilità di definire ciò che è giusto e ciò che non lo è”. Quindi il relativismo culturale visto come minaccia e gli assolutismi, invece, sepolti. Il professor Giovanni Bachelet, matricola di Montecitorio, che pur condivide alcuni passaggi del discorso di Fini, la giudica “una papera culturale” perché forse “sono stati confusi i diritti con il relativismo etico”: “E’ vero che le democrazie non sono fatte solo di diritti ma attenzione a confonderli con il relativismo etico”.
Appunti di un anonimo italiano
30/4/2008
