ROMA — Il Quirinale frena il governo sull’uso del decreto legge per varare il pacchetto sicurezza. La linea viene tracciata dal capo dello Stato Giorgio Napolitano al ministro dell’Interno Roberto Maroni: i provvedimenti che entreranno subito in vigore dovranno avere requisiti di necessità e urgenza. Via libera dunque all’inasprimento delle pene previste per alcuni delitti ritenuti di grave allarme sociale, ma tempi più lunghi per la limitazione dei benefici per i recidivi. L’esercito sarà utilizzato in compiti di pattugliamento notturno delle città e saranno recepite alcune direttive europee che aumentano i tempi di permanenza nei Cpt e pongono limitazioni ai ricongiungimenti familiari. I sindaci otterranno maggiori poteri. Ma sembra esclusa la possibilità di rendere immediatamente efficace il reato di immigrazione clandestina con l’obbligo di arresto per chi entra in Italia senza permesso.
Appunti di un anonimo italiano
16/5/2008
