16/5/2008
ROMA — Il Quirinale frena il governo sull’uso del decreto legge per varare il pacchetto sicurezza. La linea viene tracciata dal capo dello Stato Giorgio Napolitano al ministro dell’Interno Roberto Maroni: i provvedimenti che entreranno subito in vigore dovranno avere requisiti di necessità e urgenza. Via libera dunque all’inasprimento delle pene previste per alcuni delitti ritenuti di grave allarme sociale, ma tempi più lunghi per la limitazione dei benefici per i recidivi. L’esercito sarà utilizzato in compiti di pattugliamento notturno delle città e saranno recepite alcune direttive europee che aumentano i tempi di permanenza nei Cpt e pongono limitazioni ai ricongiungimenti familiari. I sindaci otterranno maggiori poteri. Ma sembra esclusa la possibilità di rendere immediatamente efficace il reato di immigrazione clandestina con l’obbligo di arresto per chi entra in Italia senza permesso.