Tra gli iscritti a parlare, per le odierne dichiarazioni di voto, Antonio Di Pietro, che si è rivolto ironico al premier assente in aula: “Signor presidente del Consiglio, mi rivolgo a lei anche se è assente. Le dico che ‘nun se po’ fà. Non si possono usare le istituzioni per farsi emanare le leggi di cui si ha bisogno a scopi privati”. Dopo l’intervento del leader dell’Italia dei valori ha preso la parola Michele Vietti dell’Udc che ha sottolineato: “L’opposizione è riuscita ad ottenere lo stralcio della cosiddetta norma salva Rete4. Questo è un risultato positivo per tutti. Dimostra che quando l’opposizione fa il suo dovere e mestiere, è benefica per tutti”. Per l’esponente centrista “l’ombra del conflitto di interessi è aleggiata continuamente in questi nostri discorsi e ha viziato in qualche modo il risultato finale”. Nonostante il centrodestra abbia alla Camera cento seggi in più delle opposizioni, per tutta la mattinata di ieri ha registrato delle maggioranze molto più esigue in tutte le votazioni sui diversi emendamenti al decreto. Un emendamento del Pd sulla convenzione Anas-Autostrade, anch’essa contestata dal centrosinistra, è stato respinto per soli 7 voti (con 6 deputati dell’Idv che si erano astenuti). Insomma, Pdl e Lega non sembravano quella falange macedone che aveva approvato i provvedimenti sulle tv nella legislatura 2001-2006.
Appunti di un anonimo italiano
29/5/2008
