29/5/2008
ROMA - Per ‘l’opposizione è un “grande successo politico” perché la maggioranza ha dovuto fare “una clamorosa marcia indietro”. Per il sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani si tratta invece di “concessioni che nulla tolgono all’impianto originario della norma”. La politica è “bella” anche per questo, rende possibile l’impossibile e ognuno, con i propri occhiali, può vedere la stessa cosa nel modo opposto. La sostanza, però, alla fine è una sola: l’emendamento sulle frequenze tv, infilato in gran carriera in un decreto in scadenza che parla di tutto tranne che di tv e comunicazione, è stato riformulato dal Pdl per la seconda volta in due giorni. E questa seconda correzione è tale per cui scompare quello che era il congelamento dello status quo sul fronte delle frequenze tv, cioè la sopravvivenza di Rete 4 e la non concessione delle frequenze a Europa 7.