Le reazioni tuttavia, a parte qualche eccezione, sono freddine quando non ostili. I cattolici insorgono. “Se si aprissero le case chiuse - commenta il sottosegretario alla Famiglia, Carlo Giovanardi - si aggiungerebbe semplicemente un altro segmento al variegato mondo dello sfruttamento”. Il sottosegretario propone al contrario “multe” ai clienti e “sequestro dell’auto”. L’azzurra Isabella Bertolini considera l’iniziativa della Santanché un “valido stimolo”, ma sostiene che spetti al Parlamento “l’approvazione di una nuova legge sulla prostituzione”. Sul fronte della Chiesa arriva invece l’anatema di don Andrea Gallo: “Sono esterrefatto. Si tratta di una proposta che è contro i diritti delle persone. Altro che quote rosa, questa Santanché è più maschilista di qualunque maschilista”.
Appunti di un anonimo italiano
29/5/2008
