L’esame della Corte costituzionale. Nel 2004 una prima versione del “lodo”, presentata durante il precedente governo del Cavaliere, non superò il vaglio della Corte costituzionale. Quello attuale invece, sottolinea Alfano è in “piena coincidenza con le indicazioni” espresse dalla Consulta. Che, ipotizza il ministro, potrebbe non pronunciarsi: “Se nessuno eccepirà la costituzionalità di questa legge la Corte non avrà motivo di pronunciarsi e la legge dispiegherà i suoi effetti senza passare nuovamente al vaglio”. Il Csm boccerà la norma salva-premier. E’ viva la polemica con il Csm che si appresta a bocciare la norma “salva-premier”. Alfano è chiaro: la riforma del Csm “non può che avvenire per via costituzionale” e la scelta di intervenire “sarà fatta nei prossimi mesi”. Quel che è certo è che “gli avvenimenti delle ultime settimane non ci hanno fatto piacere, c’è grosso rammarico”. Il ministro commenta così lo scontro in atto (“ma non siamo in guerra con loro”) e scandisce di tempi di una possibile riforma dell’organo di autogoverno dei magistrati. “Non si può immaginare che il Csm diventi il primo giudice della costituzionalità delle leggi - continua il titolare della Giustizia - siamo molto rammaricati, il principio di leale collaborazione tra il ministro e il csm si fonda su una sobria comunicazione e su un rapporto istituzionale austero e severo e non certo sull’anticipazione di bozze non ancora esaminate dal plenum”.
Appunti di un anonimo italiano
30/6/2008
