Molto più severo Vincenzo Vita, Pd ex Ds, che da anni si occupa di comunicazione: «Lo capisco, esistono reati più gravi di ciò che appare in quelle intercettazioni. Ma emerge comunque un quadro a tinte squallidissime, una gelatina orrenda, il contesto di una lottizzazione minore e veramente penosa che nell’immaginario collettivo deturpa il volto della tv pubblica». Anche Vita indica nel caso Innocenzi l’aspetto «più inquietante» della vicenda Saccà: «Lì si apre un problema istituzionale, si tratta di un’autorità prossima a una magistratura del proprio campo. È la riprova di un sordido intreccio Rai-Mediaset….». Conclude Giuseppe Giulietti: «Non mi appassiono al destino dell’ultima attrice da piazzare… è ininfluente. Dico che l’aspetto più grave è il sistema chiuso, non concorrenziale della tv italiana in cui dieci persone concludono accordi di cartello. E sono sempre le stesse da anni e anni. L’agenda Rai è ferma a quarant’anni fa…».
Appunti di un anonimo italiano
30/6/2008
