Calderoli: il problema è Veltroni L’analisi di Calderoli tira in ballo i vertici del Pd: «Di Pietro non fa altro che acchiappare i voti in libera uscita dal Partito democratico, usando gli strumenti che gli sono propri. Il problema non è quello che dice Di Pietro, il vero problema è Veltroni e la sua gestione del Pd, che sta trasformando anche di Pietro in un leader». Capezzone: ha passato il segno Durissimo anche Daniele Capezzone, portavoce di Forza Italia: «Antonio Di Pietro ha passato il segno. Dinanzi al livello delle sue sortite odierne, c’è da rimanere allibiti, a maggior ragione se si considera il pulpito da cui proviene la predica. Se Di Pietro indagasse su Di Pietro, se cioè qualcuno indagasse su di lui con metodi alla Di Pietro, l’ex pm e il suo partito sarebbero politicamente travolti. Occorrerà fare maggiore chiarezza su questo campione delle mani pulite e i suoi metodi». Rognoni: Saccà andava licenziato Ma, su Saccà, arrivano anche i fulmini del cda Rai. Dopo il “mea culpa” di Sandro Curzi, Rognoni accusa. «Penso che in un’azienda normale ci sarebbero state già le condizioni per licenziare Saccà» ragiona il consigliere. «Ma la Rai ha sempre avuto un rapporto molto garantista nei confronti dei suoi dirigenti. Il direttore generale ha scelto una linea di garanzia massima che abbiamo tutti condiviso, aspettando che la commissione etica e l’auditing interno facessero il loro mestiere verificando tutte le carte e tutti gli elementi per un giudizio definitivo».
Appunti di un anonimo italiano
30/6/2008
