E quale è la ricetta per diventarlo? «Per prima cosa, per portare avanti un dialogo bisogna dissociare profondamente il proprio cammino da quello di Di Pietro. E riflettere su un bipolarismo diverso, perché io potrei certamente militare in una formazione politica con Enrico Letta come con altri esponenti che oggi sono nel Pdl. Bisogna insomma rivedere criticamente l’idea che questo Pd possa essere un partito a vocazione maggioritaria, e ammettere l’errore di aver puntato sul Vassallum e di aver creduto all’utilità del governo ombra». Se questo ripensamento non ci sarà? «Se non si metteranno in discussione questi pilastri, nessuna alleanza strategica sarà possibile con noi».
Appunti di un anonimo italiano
30/6/2008
