15/7/2008

E allora ci si deve fare i conti. «Ma non facendo la caricatura delle posizioni altrui. In tempi passati abbiamo visto dove ci ha portato il protezionismo regressivo della destra, con queste cose non ci si scherza. Basta con le fantasie dello Stato imperialista delle multinazionali, delle lobby giudaico massoniche, dei blocchi mercatisti globalisti e comunisti: in Italia si fa fatica ad arrivare alla quarta settimana». Ora è lei però che fa demagogia. «No, affatto. Tutte le azioni sinora messe in campo dal governo non hanno protetto dall’inflazione e quindi dall’impoverimento del continuo rialzo dei prezzi chi non può difendersi: pensionati, reddito fisso, le imprese attive nel settore dei consumi. Questi sono fatti non demagogia». E’ un fatto che con la Robin Tax il governo abbia tassato banche e petrolieri. «La destra usa meglio di noi parole confortevoli. Ma che stavolta resteranno parole e non funzioneranno».

Ripeto: la Robin tax non è una parola sono tasse e non per gli operai. «Sì, ma inefficaci. Anzi che tendono a fare sì che poteri forti come i petrolieri, le banche, le assicurazioni (non ho sentito una parola su di loro per inciso) siano messi al riparo dal confronto con i consumatori, con la concorrenza». Tornano i poteri forti? «Certo. Il discorso che fa Tremonti è semplice: voi petrolieri, banche, vi affidate allo Stato mediatore e io vi metto al riparo. Vi accordate con me sui mutui e la portabilità dei mutui stessi di fatto va in cavalleria. Ecco gli accordi con le Autostrade, i camionisti, la Tav, l’azzeramento dell’Authority per l’energia che aveva osato mettere il naso nei bilanci dei colossi energetici…». Sarà, ma l’Eni di Scaroni staccherà un assegno da 200 milioni per il fondo di solidarietà. E’ un altro fatto. «Sì ma intanto gli lascia la rete del gas e la concorrenza non farà passi in avanti. E senza concorrenza l’inflazione corre. Tranne che per il governo».

Che significa tranne per il governo? «Che ha posto l’inflazione programmata all’1,7% che significa che ai rinnovi contrattuali non si potranno avvicinare i salari, il reddito fisso, al rialzo dei prezzi vero, mentre si permetterà a chi può di scaricare l’inflazione sui consumatori. Mettendo al riparo chi produce inflazione. Non so se le forze sociali accetteranno un discorso del genere». Autunno caldo quindi. «Questo non lo so, spetterà ai sindacati decidere. Io mi chiedo perché non si parla di abolizione della commissione di massimo scoperto per le banche? di portabilità di mutui? di prezzo della benzina? E si permette che l’inflazione impoverisca chi non arriva alla fine del mese». Ma scusi, con il petrolio a 140 dollari è chiaro che l’inflazione è importata. «Esatto, chi potrà scaricherà sui consumatori i prezzi. E nessuno li difenderà». Allora ha ragione Tremonti a indicare nella globalizzazione senza freni uno dei nostri problemi principali. «No, è diverso: lui se ne fa scudo per non dare un euro a chi paga i costi della globalizzazione. E poi, basta con questa diplomazia delle parole, con tutti questi discorsi la massaia non ci fa il brodo».