STANGO (RADICALI) «NON SI INVOCHI SACRALITÀ STATO VEGETATIVO» - «Il caso di Eluana Englaro è l’esempio essenziale del principio dell’habeas corpus, su cui si fonda almeno dalla Magna Charta del 1215 qualsiasi ordinamento che aspiri a dirsi civile». È quanto ha dichiarato Antonio Stango, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, che spiega: «Ecclesiastici come il cardinale Bagnasco, che parla di “consumare una vita per una sentenza”, o parlamentari come l’onorevole Bertolini, che ipotizza un omicidio autorizzato, sembrano non avere letto con attenzione la sentenza della Corte d’Appello di Milano». «Quest’ultima -aggiunge Stango- nell’autorizzare l’interruzione del trattamento di ‘sostegno vitale artificialè, ha constatato l’assoluta inconciliabilitá della concezione sulla dignitá della vita di Eluana con la perdita totale ed irrecuperabile delle proprie facoltá motorie e psichiche e con la sopravvivenza solo biologica del suo corpo in uno stato di assoluta soggezione all’altrui volere». MARINELLO (PDL) «IL PARLAMENTO DEVE LEGIFERARE»-«La sentenza di un tribunale non può decidere sulla vita e sulla morte di un essere umano. Per questo mi trovo d’accordo con l’appello del cardinal Bagnasco. L’eutanasia di Eluana Englaro, ratificata con una sentenza inaccettabile è nel nostro Paese un reato punito dalla legge. Le fughe in avanti e l’esaltazione della cultura di morte sono derive pericolose che non possono ne’ essere tollerate ne’ essere negoziate con i valori della vita umana. Il Parlamento ha il dovere di legiferare al più presto per evitare il ripetersi di tali aberrazioni giuridiche», ha dichiarato Giuseppe Marinello, parlamentare del Pdl, commentando il caso di Eluana Englaro.
Appunti di un anonimo italiano
15/7/2008
