«GRAVI VIOLAZIONI» - «La Direzione generale non ha dubbi e, a conclusione dell’intera vicenda, in relazione alle gravi violazioni accertate e al notevolissimo danno d’immagine subìto dalla Rai, ritiene che non ci siano le condizioni per procrastinare decisioni sanzionatorie e che queste non possano che essere adeguate alla gravità dei fatti accertati». Con queste parole Cappon aveva proposto il licenziamento di Agostino Saccà. Con questo voto - aveva detto il dg - la Rai stabilisce cosa è lecito e normale, «perché quello che decideremo sarà misura e riferimento per i comportamenti futuri di tutti». «COSì FAN TUTTI» - «Il dottor Saccà - ha aggiunto Cappon - non ha mai smentito in questi mesi i fatti che gli sono attribuiti (e anzi in un’intervista al Corriere della Sera dell’1.7.2008 ha affermato “Di che mi dovrei vergognare? Anzi in quelle intercettazioni, sì mi ci riconosco”), ma si è limitato in sostanza a sostenere che i suoi comportamenti erano leciti (Corriere della Sera dell’1.7.2008: “Lo fanno tutti, è un’azienda politica”) e a mettere in discussione la legittimità delle intercettazioni». Ho già detto altre volte che, in questa vicenda, non si valuta una persona e la sua storia, ma una serie di comportamenti documentati, mai smentiti e anzi rivendicati secondo la logica del “così fan tutti”».
Appunti di un anonimo italiano
16/7/2008
