ROMA - “Se ci tolgono le intercettazioni, si chiude bottega. Per noi sono uno strumento di lavoro indispensabile”. Domenico Vulpiani, il capo della polizia postale italiana, non nasconde la sua preoccupazione di fronte all’eventualità che venga licenziata una regolamentazione più restrittiva sulle intercettazioni. Il dirigente della polizia di Stato parla nella sede romana del parlamento europeo, durante il convegno “Internet e minori - nuove strategie contro pedopornografia, cyberbullismo e abusi on-line”. Accanto a lui c’è l’europarlamentare del Pdl, Roberta Angelilli. Per dimostrare concretamente l’importanza di questo strumento di indagine, al centro di numerose polemiche politiche, Vulpiani ha citato il caso di F. V., un catanese 24enne, arrestato due giorni fa con l’accusa di adescamento di minori su internet, atti sessuali con minore, produzione di materiale pedo-pornografico. L’uomo aveva contattato via chat alcune ragazzine catanesi sotto i quattordici anni promettendo loro dai 2000 ai 5000 euro in cambio di riprese video di natura sessuale o comunque intima.
Appunti di un anonimo italiano
17/7/2008
