«SOLO ALLEVIARE DOLORE» - Davanti a una telecamera, nel pieno possesso delle proprie facoltà, ha espresso la sua volontà: nel caso le sue condizioni peggiorassero da non consentirgli più di nutrirsi ha scelto di rifiutare l‘“accanimento terapeutico”. «Nel momento in cui non fossi più in grado di mangiare o di bere attraverso la mia bocca - ha spiegato - oppongo il mio rifiuto ad ogni forma di alimentazione e di idratazione artificiali sostitutive della modalità naturale. Tale rifiuto è da ritenersi efficace anche nella circostanza in cui perdessi qualsivoglia capacità di esprime e ribadire la mia volontà». Il quarantottenne, ricoverato una stanza della casa di soggiorno «Villa delle Magnolie» di Monastier, ha ripetuto in voce ciò che aveva già detto e reso pubblico in forma scritta mesi fa. Ha aggiunto di rifiutare terapie mediche volte a trattare la malattia e le sue complicazioni, accettando unicamente «i farmaci necessari ad alleviare i sintomi dolorosi derivanti, in particolar modo, dalla disidratazione». Rifiuta, inoltre, il ricovero in strutture ospedaliere.
Appunti di un anonimo italiano
24/7/2008
