Il premier Silvio Berlusconi giovedì scorso aveva dichiarato che dovrà «dire di no ad alcuni imprenditori, perché in troppi si sono presentati per partecipare al rilancio di Alitalia». Peccato che tre giorni prima, il 14 luglio Intesa Sanpaolo, advisor di Alitalia, scrivesse ad Aristide Police, presidente di Alitalia, che nell’attuale situazione e senza una riforma della Marzano - la legge sulla ristrutturazione delle grandi imprese - non ci sono investitori pronti a ricapitalizzare la compagnia di bandiera. Nel documento riservato, che “La Stampa” ha avuto modo di visionare, Gaetano Miccichè, responsabile della divisione corporate e investment banking di Intesa Sanpaolo, scrive: «…abbiamo verificato l’indisponibilità di potenziali investitori a partecipare alla capitalizzazione di Alitalia con l’attuale perimetro aziendale…». Tutto questo sulla base del progetto di bilancio deliberato dal cda lo scorso 26 maggio. Insomma l’attuale Alitalia, con un indebitamento di 1.121 milioni di euro (al 30 giugno di quest’anno) e un numero di dipendenti in eccesso (si parla di 4-5 mila esuberi) non sembra attirare alcun gruppo di investitori industriali. Anche perché il mercato è reso difficile, prosegue Micciché nella lettera, dalla crisi del trasporto aereo aggravata «…dalla crescita del prezzo del petrolio».
Appunti di un anonimo italiano
24/7/2008
