24/7/2008
Martedì prossimo l’aula di palazzo Madama, come richiesto dal presidente Schifani e da altri senatori della Pdl, capofila Gaetano Quagliarello, discuterà se sollevare o meno presso la Consulta il conflitto di attribuzione tra Senato e Cassazione. Il giorno dopo l’aula della Camera comincerà la discussione su tre mozioni che scombussolano lo schema maggioranza/opposizione e descrivono nuove alleanze: pezzi della Pdl con Radicali e Pd; pezzi del Pd con l’Udc e la Pdl e assaggi di Lega. La Pdl divisa. Il colpo di grazia all’unità della maggioranza sul caso Englaro arriva oggi dal deputato Benedetto Della Vedova che con rabbia e decisione ha messo insieme dieci deputati del partito della Libertà (Margherita Boniver, Roberto Calderisi, Enrico Costa, Lella Golfo, Chiara Moroni, Fiamma Nirenstein, Francesco Nucara, Alfonso Papa, Mario Pepe) e ha presentato una mozione perchè sia “rispettata la libertà terapeutica. Lo Stato di diritto è con Eluana”. I deici deputati della pdl, una sorta di avamposto di laicismo nel partito di Berlusconi, chiedono (“impegnano”) il governo “a completare la ratifica della Convenzione di Oviedo e a compiere gli atti necessari per dare ad essa piena e intera esecuzione”; a promuovere e completare a livello parlamentare la discussione sul testamento biologico “avendo cura di non porre in dubbio o contraddire i principi dell’ordinamento (a partire dall’articolo 32 della Carta, ndr) che fondano la legittimità del rapporto terapeutico sul principio del consenso e sulla indisponibilità della vita e della volontà dei pazienti”. Fare una legge quindi, perchè necessaria, col presupposto del “principio della libertà terapeutica, riconosciuto nel contestato pronunciamento della Corte di Appello di Milano, e che già oggi un ampio e univoco riscontro nell’ordinamento giuridico italiano”.