28/7/2008
ROMA - La norma cosiddetta «anti-precari», ovvero la proposta di cancellare l’obbligo di assunzione a tempo indeterminato in caso di sentenza favorevole al lavoratore da parte di un giudice del lavoro, compatta l’opposizione e mette in difficoltà il governo. Dopo il putiferio scatenato dalla notizia di un emendamento ad hoc nella manovra finanziaria - sostanzialmente il lavoratore che abbia svolto di fatto lavoro subordinato senza poi essere assunto non avrà l’agognato posto fisso, bensì solo un indennizzo variabile tra le 2,5 e le sei mensilità - è lo stesso esecutivo, o almeno una parte di esso, a prendere le distanze. Dal ministero del Welfare fanno sapere che «si tratta di un emendamento nato in ambito parlamentare. Non è del governo, né tantomeno del ministro Sacconi». E il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, fa sapere che comunque quella norma «va rivista»: «E’ un emendamento parlamentare - ha spiegato - voluto per risolvere i problemi che riguardavano la stabilizzazione di contratti atipici, che avrebbe avuto un peso insostenibile per molte azienda, fra cui le poste. Ovvio che chi subisce dei torti va tutelato». Il ministero del Welfare, dal canto suo, aveva anche precisato che l’emendamento in ogni caso riguarderebbe «solo il contenzioso in corso e mai il futuro e solo le irregolarità». Si tratta, dunque, di «una sorta di sanatoria o di norma transitoria».