25/8/2008
Dal canto suo, Cascini non molla e sembra replicare direttamente al premier sul suo terreno, ovvero la comunicazione, al punto da «non escludere il possibile ricorso a spot pubblicitari televisivi per spiegare le ragioni della magistratura». «Noi abbiamo due problemi di comunicazione: il primo è il nostro rapporto sacrale con le istituzioni, dove di fronte alla violenza verbale non siamo in grado di replicare e rimaniamo basiti, soprattutto quando questa violenza è espressa a livello istituzionale. Il secondo limite è che i temi comunicativi sono più efficaci quando si discostano dalla realtà, purtroppo noi dobbiamo rimanere ben saldi alla realtà dei fatti». Insomma, nonostante il silenzio politico agostano, sotto sotto sono tutti al lavoro, soprattutto chi sta lavorando alla riforma, promessa per settembre. Antonio di Pietro invita il premier a «lasciar stare Falcone», perchè «è come il diavolo che parla dell’acqua santa».