CONSUMATORI - Sul piede di guerra anche le associazioni dei consumatori. «Siamo pronti a fare la class action già dal primo gennaio» annunciano Elio Lannutti di Adiconsum e Rosario Trefiletti di Federconsumatori, preoccupati soprattutto per il destino dei piccoli azionisti che, con le azioni sospese in borsa, non possono decidere se e come uscire da Alitalia. «Sta succedendo come con il Banco di Napoli - denunciano -, dove 12.000 miliardi di debiti sono finiti a carico dello Stato e tutti i privati si godranno gli utili». Paolo Landi di Adiconsum si dice pronto a utilizzare «tutti gli strumenti a disposizione», anche «nei confronti della Consob». Per Landi però la class action al momento non è lo strumento migliore «perché si rischia di venire trascinati per tribunali per anni senza risultati. Ma se l’impianto della legge viene modificato con l’introduzione della sentenza esecutiva, allora tale strumento può essere valido per la tutela degli azionisti di minoranza». CODACONS, «STOP ALLA NUOVA ALITALIA» - Nel frattempo i consumatori sono scesi sul piede di guerra. Il Codacons sta mettendo a punto un’azione basata sul Codice del consumo per bloccare la costituzione della Nuova Alitalia per tutelare, come spiega il presidente Carlo Rienzi, «i risparmiatori che hanno acquistato azioni Alitalia» e che, con la ripartizione tra la nuova Compagnia e la bad company, rimarrebbero con un pugno di mosche. «Si tratta di un’azione partita proprio dal Codacons», spiega Rienzi, «al momento ancora allo studio, che abbia effetti preventivi per chiedere al Tribunale di bloccare la costituzione della nuova compagnia aerea». Questo, precisa il presidente di Codacons, «al fine di preservare i valori delle obbligazioni e delle azioni dei risparmiatori». Un’azione pensata per velocizzare i tempi in attesa della class action, che sarà attiva solo a partire dal primo gennaio: «Abbiamo aperto le adesioni e stiamo preparando una memoria per il giudice penale per far aprire un procedimento penale». Ancora non si conosce il numero dei partecipanti alla class action, ma Rienzi precisa che «a prescindere dal fatto che le adesioni siano molte o poche, noi faremo la class action».
Appunti di un anonimo italiano
28/8/2008
