SINDACATI - «Aspettiamo l’annunciata convocazione - probabilmente a metà della prossima settimana - per l’apertura del confronto», ha annunciato il segretario generale della Filt-Cgil, Franco Nasso. «Il sindacato è stato all’oscuro di quanto si sta decidendo su Alitalia. Non siamo disponibili a discutere solo degli effetti sul lavoro, pretendiamo chiarezza e il necessario confronto. Non si sa niente infatti di che tipo di azienda si tratterà e non è chiaro l’impatto sul lavoro», ha proseguito il sindacalista. «Non sono per nulla rassicuranti le dichiarazioni degli esponenti di governo. Sono completamente all’oscuro i lavoratori e i contribuenti, ai quali sembrerebbe si stia per presentare un conto salatissimo di un’operazione che, se confermata, non potrà che avere una ferma risposta del sindacato». Sebastiano Cappuccio, segretario nazionale Slp-Cisl, boccia l’idea di far assorbire una parte degli esuberi Alitalia da Poste Italiane: «Siamo assolutamente contrari e ne trarremmo le conseguenze». Stesso parere di Ciro Amicone, segretario generale Uilpost: «Un’ipotesi che non sta in piedi e da scongiurare». BERSANI: «NUOVO CASO FIAT-ALFA» - L’ex ministro dello Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani, invece, teme che la Nuova Alitalia potrebbe trasformarsi in un nuovo caso Fiat-Alfa Romeo. La casa automobilistica fu ceduta alla casa torinese senza debiti, di cui si fece inzialmente carico l’Iri, ma quando Bruxelles bollò l’operazione come aiuto di Stato i debiti passarono in carico a Torino. Secondo il ministro ombra dell’Economia del Pd un analogo rischio lo corrono i soci della newco che potrebbero trovarsi a dover ripagare i debiti della bad company se l’Unione europea dovesse bocciare l’ipotesi che ad accollarseli sia lo Stato. Bersani condivide le obiezioni dell’economista Francesco Giavazzi e ricorda di essere stato lui per primo a sollevare forti dubbi in questo senso.
Appunti di un anonimo italiano
28/8/2008
