MILANO - Cai ritira l’offerta per l’Alitalia. Scaduto alle 15 e 50 l’ultimatum lanciato ai sindacati, la Compagnia aerea italiana ha deciso di rinunciare all’unanimità al piano di salvataggio. La decisione è arrivata dopo la proposta ai soci avanzata in assemblea dal presidente Roberto Colaninno. Rifiutata anche la controproposta inviata poco prima da Cgil e sindacati autonomi, secondo i quali l’intesa poteva essere ancora raggiunta «attraverso un negoziato». Il gruppo di dipendenti Alitalia che manifestava di fronte alla sede dove si teneva l’assemblea Cai ha accolto con urla e grida di protesta la notizia. Alcuni di loro hanno applaudito e gridato «Buffoni, buffoni». LE REAZIONI - Per Silvio Berlusconi, a questo punto «la situazione è drammatica». «Siamo di fronte a un baratro» afferma il presidente del Consiglio, che punta il dito contro i sindacati: «Le responsabilità di Cgil e piloti sono pesanti. Non vorrei che fosse questa la soluzione che qualcuno si era augurato». Fallimento? «Vediamo, voglio approfondire», dice Berlusconi. Secondo Luigi Angeletti, segretario della Uil, si apre adesso una «catastrofe sociale e sindacale». «L’azienda era già morta - aggiunge - e qualche mio collega si accinge a fare il becchino. Tutto ciò mi ricorda la vicenda della Fiat di 30 anni fa». Il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, respinge le accuse: «Il nostro sindacato si assume le proprie responsabilità, così come deve farlo l’azienda».
Appunti di un anonimo italiano
18/9/2008
