Le sei sigle sindacali che non hanno accettato l’offerta Cai sono al lavoro per mettere a punto una serie di misure che garantiscano l’operatività dell’aviario. Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, prevede, nel caso di una conferma del ritiro dell’offerta, «uno scenario terribile». L’avvicinarsi del fallimento, ha spiegato Sacconi, «per la modesta liquidità dell’azienda comporterà la messa in mobilità dei lavoratori». E il ministro dei Trasporti Matteoli fa mea culpa: «Se ho un cruccio è quello di non essere stato capace di convincere le sigle sindacali che questa era veramente un’opportunità di rilancio della compagnia». Ma da Forza Italia arrivano le prime bordate contro i sindacati: «Per il momento, una sola cosa è chiara: le sigle massimalisti dovranno rispondere al Paese del proprio comportamento. I risultati e gli esiti di questo estremismo sindacale sono sotto gli occhi di tutti. Gli italiani giudicheranno», afferma Daniele Capezzone, portavoce nazionale di Forza Italia.
Appunti di un anonimo italiano
18/9/2008
