L’ambiguità sugli allarmanti episodi di razzismo di questi giorni sembra essere la regola a Radio Padania. I vari conduttori che si alternano nel palinsesto respingono in continuazione le accuse loro mosse di giocare con la paura e con i rigurgiti xenofobi: «Noi non ce l’abbiamo con gli immigrati in quanto tali; ce l’abbiamo con chi viene qui per delinquere, non con quelli che lavorano», è il solito ritornello. Poi però viene mandato in onda, ogni venerdì, un invito al «boicottaggio permanente delle attività commerciali gestite da immigrati» (non sono lavoratori, questi?). Per non parlare della lettura in diretta di alcuni messaggi molto xenofobi lasciati dagli ascoltatori sul sito della Radio. Lo fa Pierluigi Pellegrin, ad esempio, animatore di punta della programmazione pomeridiana dell’emittente leghista, giornalista che sempre invita a non lasciare messaggi «offensivi o indecenti, altrimenti non li leggo», ma che non reputa abbastanza indecoroso rilanciare nell’etere l’appello di un simpatizzante a «difenderci dall’invasione dei vari negozi cinesi e dei vari uomini marrone scuro che infestano le nostre spiagge e i nostri parcheggi, facendo loro attorno terra bruciata e rompendo loro i coglioni».
Appunti di un anonimo italiano
8/10/2008
