ROMA - È entrato nella penombra del Salone Margherita quasi chinando la testa, svelto a sedersi in platea, a confondersi. Mancavano venti minuti alla fine del primo tempo e adesso si capisce che è stata una mossa studiata. Adesso, mentre il sipario si chiude e tutti pensano di potersene andare al bar: e invece no, perché c’è lui, appunto, c’è Silvio Berlusconi che si alza di colpo e saluta con la mano, e lo vedono tutti che è raggiante. Applauso che sale, che cresce, qualche signora che grida eccitata. E lui lì, che fa segno di star giù, di smetterla, che chiede un po’ di silenzio, «perché, signori e signori, ho qualcosa da dirvi…». Ora parla piano, nel gran silenzio del teatro. «Sono venuto per dirvi che stasera, a Palazzo Chigi, abbiamo preso un provvedimento grazie al quale in questa crisi nessun italiano… e ripeto: nessun italiano perderà neppure un euro». Seconda bordata di applausi. Erano qui a godersi lo spettacolo «Partiti… di testa!», con Manlio Dovì e la cosa più berlusconiana che pensavano di vedere era la faccia del cantante-ospite, la faccia di Mariano Apicella, il chitarrista personale del Cavaliere; nessuno osava sperare in un incontro con lui, con il Cavaliere in persona. Che, subito, prosegue. «Ho voluto partecipare a questa serata, e mi fa piacere ascoltare le canzoni del mio caro amico Apicella, anche se sono al termine di una giornata convulsa… ma, ecco, sono venuto proprio per dimostrarvi che la situazione è sotto controllo». Sono le 22,30. Se le sensazioni contano qualcosa, davvero non sembra che la giornata di Berlusconi sia stata lunga e faticosa come tutti sappiamo.
Appunti di un anonimo italiano
9/10/2008
