13/10/2008
La fotografia dall’alto dice una cosa molto chiara: l’opposizione c’è, anche senza Pd; c’è la sinistra radicale, ed è numerosa e piena di voci anche se afona in Parlamento - e questo è qualcosa che fa anche venire un po’ di brividi - non sa ancora bene, però, dove andare e come aggregarsi. Trecentomila da tutta Italia (ventimila dirà la questura) si sono mossi in corteo con le bandiere rosse e i cori di “Bella Ciao” da piazza della Repubblica fino alla Bocca della Verità, una piazza troppo piccola per contenerli tutti. Oltre 30 mila persone hanno firmato per il referendum abrogativo del lodo Alfano in piazza Navona e 250 mila in tutta Italia in 665 piazze. Tanti, tantissimi, con una piattaforma condivisa: sì alla legalità; no alla “dittatura dolce, da Bagaglino” con cui in pochi mesi “Berlusconi e questa maggioranza stanno occupando il Parlamento e il luoghi della democrazia” (Di Pietro). Uniti, quindi, dall’antiberlusconismo. Ma divisi su quasi tutto il resto: dove andare. E soprattutto con chi. La sinistra antagonista. Con un tam tam quasi clandestino, oscurati dalle notizie della settimana sulla crisi finanziaria, della manifestazione organizzata oggi si sapeva poco o nulla. E pochi, alla vigilia, avrebbero scommesso sulla sua riuscita. E invece il popolo della sinistra ha risposto, numeroso, compatto, anche se preoccupato, teso. E’ stato un corteo per certi versi triste. “L’opposizione è nelle nostre mani, un’altra politica per un’altra Italia” recita lo slogan della manifestazione. Ma sembrano lontani i tempi delle gioiose fantasie di funamboli, artisti di strada e carri musicali che per anni hanno caratterizzato la sinistra in piazza. Oggi prevale la preoccupazione, la paura della povertà, la certezza di arrivare a mala pena a fine mese. La rabbia contro la riforma della scuola. Margherita ha 2 anni, il ciuccio in bocca, il babbo la porta in giro rigorosamente sul passeggino dove sono attaccati un sacco di cartelli che parlano per lei: “Mi spiace tanto per i grandi, non hanno più la sinistra”; “Ho due anni, io posso essere egoista”; “Che schifo di scuola mi fate fare”. Una ragazza ha realizzato un curioso collage con le facce di Berlusconi, Calderoli, Bossi, Gelmini e la scritta: “Proteggiamo gli scolari dai razzisti e dai somari”. Uno striscione in arrivo dalla Toscana recita: “Sì al dialogo? Ma vaffanc…”. Molte magliette, firmate Pdci, dicono: “Contro Berlusconi, legitittma difesa”.