Se la sofferenza può essere alleviata, - afferma il messaggio - va senz’altro alleviata. In particolare, a chi è malato allo stadio terminale o è affetto da patologie particolarmente dolorose, vanno applicate con umanità e sapienza tutte le cure oggi possibili”. Aborto. “Talune donne, - afferma inoltre il messaggio del Consiglio permanente della Cei, intitolato ‘la forza della vita nella sofferenza’ - spesso provate da un’esistenza infelice, vedono in una gravidanza inattesa esiti di insopportabile sofferenza. Quando la risposta è l’aborto, - ammoniscono i vescovi - viene generata ulteriore sofferenza, che non solo distrugge la creatura che custodiscono in seno, ma provoca anche in loro un trauma, destinato a lasciare una ferita perenne. In realtà, al dolore non si risponde con altro dolore: anche in questo caso esistono soluzioni positive e aperte alla vita, come dimostra la lunga, generosa e lodevole esperienza promossa dall’associazionismo cattolico”.
Appunti di un anonimo italiano
14/10/2008
