7/11/2008
La reazione del Pd. In conferenza stampa, Franceschini ha dichiarato: “Chiediamo ai presidenti delle Camere, ai ministri e agli esponenti del governo di dire parole di dissociazione. Facciano sentire la loro voce per dire che sono sbagliati questi toni, gli insulti e il turpiloquio”. E sulla definizione di “imbecilli” indirizzata dal premier all’opposizione, e “vogliono la laurea del coglione” riservata a Walter Veltroni, il numero due democratici ha attaccato: “Non si può ricorrere al turpiloquio: siamo oltre lo scontro politico, siamo all’insulto volgare. Immaginate Sarkozy che dà del coglione a Segolene Royal, o Gordon Brown a Cameron”. Il Paese reagisca alla volgarità, ha concluso. Le altre reazioni italiane. Il capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto: “Berlusconi non aveva intenzione di offendere. Da parte di Veltroni e company c’è il tentativo di andare allo scontro frontale”. Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa: “A scandalizzarsi sono solo alcuni politici italiani, certo non gli americani”. Il capogruppo Idv alla Camera, Massimo Donadi: “Fare battute sulla razza nel momento in cui l’America si libera del pesante fardello di 150 anni di razzismoè la la cosa più infelice che si potesse fare”. Le reazioni americane. Sul sito del New York Times, sono stati pubblicati i commenti di quasi 1.200 persone stizzite dalla battuta del premier italiano. Intanto, secondo quanto riferisce la Cnn, Barack Obama ha chiamato al telefono alcuni leader del mondo, ma non ancora Silvio Berlusconi. Il presidente eletto ha parlato con l premier australiano Kevin Rudd, il britannico Gordon Brown, il canadese Stephen Harper, il Primo ministro israeliano Ehud Olmert, il giapponese Taro Aso, con la cancelliera tedesca Angela Merkel, con il presidente francese Nicolas Sarkozy e il capo di Stato sudcoreano, Lee Myung-bak, il presidente messicano Felipe Calderon.