«Volevano provocarci» attacca padre Pakrat, diacono armeno con la dalmatica, la lunga veste rossa accompagnata dal cappuccio di raso nero. Nelle immagini televisive si vedono molti religiosi sfilarsi l’abito talare per non essere identificati. Cronaca d’una guerra annunciata, conferma Micky Rosenfeld, portavoce della polizia israeliana: «Sapevamo che sarebbe successo, era questione di tempo». Un anno fa, durante i preparativi per la messa di Natale, ortodossi e armeni si erano picchiati nella basilica della Natività, a Betlemme. Stavolta la polizia era preparata: 40 agenti e un reparto delle forze speciali. Chi ha scagliato la prima pietra? L’eterno dilemma mediorientale s’infrange sulle mura antiche. «Stavamo protestando pacificamente per il nostro diritto a restare nella chiesa» spiega padre Serafim, un greco con la barba lunga e il cilindro nero. Mostra gli occhiali rotti da un pugno, icona tragica d’una fede accecata.
Appunti di un anonimo italiano
10/11/2008
