11/11/2008
MILANO - Potrebbero essere momenti decisivi per Eluana Englaro. Secondo il procuratore generale della Cassazione, Domenico Iannelli, è “inammissibile” il ricorso portato avanti dalla procura di Milano contro il decreto con cui, nel luglio scorso, la Corte d’appello del capoluogo lombardo diede il via libera all’interruzione dei trattamenti sanitari che tengono in vita la trentasettenne (in stato vegetativo permanente dal 1992). Ricorso “inammissibile”, per il pg della Suprema corte, perché il pm non era “legittimato a muovere l’azione”, in quanto la vicenda non tratta di “un interesse generale e pubblico ma di una tutela soggettiva e individuale” della ragazza. Immediato il commento della Santa Sede, che attraverso il cardinale Barragan, presidente del Pontificio consiglio per la Salute, avverte: sospendere l’idratazione e l’alimentazione in un paziente in stato vegetativo è “una mostruosità disumana e un assassinio”.