12/11/2008
Lancia poi un segnale di pericolo: se passasse l’idea di lasciare il paziente nelle mani del medico si finirebbe, ipotizza, in un “accertamento perenne”, mentre su un punto la giurisprudenza non transige: “Non ci può essere un altro che prolunga la vita se il paziente non vuole”. Il papà vorrebbe restare inespressivo, ma è il concetto di “accertamento perenne” che lo fa sobbalzare. È andata così, con la non-vita o non-morte di Eluana, con quello che è o come la si vuole definire: Eluana in un letto perenne, con il sondino perenne, con un’assistenza perenne che lei, la figlia, non avrebbe mai accettato. Il professore, che è cattolico, conclude i suoi sette minuti citando anche la parabola di Lazzaro, mentre l’avvocato Alessio parla appena due minuti. Tanti gliene bastano per definire “del tutto impietoso rispetto ad Eluana Englaro” l’opporsi alla fine delle cure: “È ora - dice - di lasciarla andare”.