22/1/2009
A marzo forse il ministero dell’Economia fornirà alla Lega ciò che chiede da tempo, e cioè una proiezione dei costi del federalismo fiscale, che ancora non c’è. «Eppure qualche dato ci dev’essere», andava ieri a memoria il sottosegretario Crosetto: «Se non ricordo male, durante il passato governo Berlusconi venne fatto uno studio. Il costo della riforma calcolato allora era superiore ai cento miliardi». Un’enormità di questi tempi. Perciò Tremonti invita gli alleati a un sano realismo. L’ha fatto capire ieri in Aula al Senato, svelando una verità che tutti già conoscevano: «Nell’attuazione del federalismo fiscale terremo in considerazione il vincolo esterno, cioè fare la riforma in un contesto di crisi. E l’obiettivo del governo è evitare che l’attuazione del federalismo finisca per intensificare e prolungare la crisi». Traduzione: non possiamo appesantire i conti pubblici.